Catanzaro. Siulp ed Fsp incontrano il Capo della Polizia per chiedere l'istituzione del Reparto Mobile

Venerdì 10 Settembre 2021 19:39 di Redazione CatanzaroPrima

Siulp ed Fsp si rivolgono al Capo della Polizia in occasione della visita a Catanzaro di quest'oggi, e gli consegnano una lettera per chiedere l'istituzione del Reparto Mobile. La lettera, che riportiamo integralmente, è firmata dal Segretario Provinciale SIULP Gianfranco Morabitoe dal Segretario Provinciale FSP Rocco Morelli.

"Preg.mo Signor Capo della Polizia,

grazie per aver onorato i Poliziotti di questa provincia della Sua presenza per l’inaugurazione della Sala Operativa del Polifunzionale della Polizia di Stato di Catanzaro.

Premettiamo che ci teniamo a dirLe, in primis, che oggi a Catanzaro abbiamo, da oltre un anno, un Questore, competente e di altissimo profilo sia dal punto di vista professionale sia da quello personale che ha fatto ritornare la serenità dopo che la Polizia di Stato in ambito provinciale ha vissuto il periodo più triste della storia della Questura di Catanzaro.

In virtù di ciò, in considerazione che tra qualche settimana il Dottor Finocchiaro dovrà lasciare l’Amministrazione, auspichiamo che il periodo buio, ( ci riferiamo ai  tre anni antecedenti all’attuale gestione della Questura ), siano archiviati definitivamente dentro i file che non possono essere più riaperti e/o recuperati.

Capo, riprendendo le linee di pensiero del Suo predecessore espresso più volte e in disparate occasioni, riguardo il ruolo e la funzione del Sindacato in seno alle dinamiche della Polizia di Stato (inteso non come elemento di contrapposizione ma come risorsa da cui attingere al fine di ottenere il miglior risultato possibile), cogliamo questa occasione con Lei al fine di esternare problemi, che certamente saranno da Lei conosciuti, ma sui quali è bene aprire un dialogo franco e corretto, un confronto che speriamo rappresenti l’inizio di un lavoro comune.

Lo spirito con il quale muove la nostra azione sindacale è quello che serpeggia veramente nelle fila di chi lavora e non è certamente quello del saltimbanco di turno ossequioso del “tutto va bene”. E’ lo spirito di Operatori di Polizia impoveriti che fanno un mestiere normale e sono chiamati a fare i “supereroi”. Gente che non arriva alla seconda settimana del mese e che è chiamata a sopportare carichi di lavoro estenuanti se rapportati agli oneri non solo quantitativi ma anche di qualità del servizio reso.

E vorremmo che l’eccezionalità diventi ordinarietà. Se per la sua visita, graditissima, gli sforzi  profusi hanno accelerato lavori strutturali di rilievo per rendere operativa la nuova Sala Operativa, che aumenta il lustro della Questura capoluogo, vorremmo che analoghi sforzi si promuovessero anche per migliorare le condizioni lavorative dei colleghi rispetto alla bontà dei locali ove sono collocate le articolazioni interne ( gran parte degli Uffici del Polifunzionale sono ubicati in stanze destinate ad alloggi ) o allorquando le condizioni eco vegetative del Polifunzionale si ripresenteranno, costringendo i nostri colleghi, ospiti nella struttura, a chiudere e sigillare porte e finestre nel periodo estivo a causa degli stormi di mosche e zanzare che ne caratterizzano, da sempre, il posto.

Non vorremmo più sentirci dire che, alla bisogna, mancano i fondi.

La situazione logistica del personale appare assurda sotto tanti aspetti. Anche se a noi sembra che, con uno sforzo economico in più, sfruttando le vaste aree anche attigue al complesso del Polifunzionale con moderne eco strutture in pre fabbricato, si potrebbero sistemare diverse articolazioni in spazi nuovi senza ricercare le soluzioni interne che non soddisfano nessuno e che danno più il senso di una “guerra fra poveri” che di una soluzione ottimale.

 Eccellenza, si faccia un giro presso i nostri Commissariati in provincia, Commissariati “difficili” come il Commissariato di Lamezia Terme o quello Sezionale di Catanzaro Lido.

Il Commissariato Sezionale di Catanzaro lido è ubicato nell’area più dinamica del capoluogo di regione, sia sotto il profilo degli interessi economico/commerciali e turistici, sia sotto il profilo dell’espansione urbana, che vede un lento spostamento della popolazione catanzarese verso l’area costiera. L’area costiera, anche perché zona di facile accessibilità e transito, già funge da polo di attrazione per la criminalità. Ma a tali, normali, fattori, è da aggiungere che il territorio ubicato a “sud” della città capoluogo, è quello caratterizzato dalla maggiore criticità, ovvero dalla forte presenza di cittadini di etnia rom che rappresentano una vera “piaga sociale” del territorio catanzarese. Le profonde problematicità dei numerosi nuclei familiari di etnia rom (circa 5.000 unità), lungi dall’essere risolte con drastici e  proficui interventi di natura politica e sociale, hanno gravi ricadute sulla criminalità e sulla percezione di insicurezza dei cittadini, traslando di fatto sulle forze dell’ordine ogni effetto (dalle occupazioni abusive dell’edilizia residenziale, all’evasione dagli obblighi scolastici, fino a sfociare sulla criminalità di tipo predatorio, o allo spaccio di droga, agevolato dal contesto abitativo dei rom, i cui quartieri non hanno nulla da invidiare ai tristemente noti quartieri di altre realtà italiane.

Il Commissariato Sezionale di Catanzaro Lido è stato istituito nel 2006, appunto per contrastare tali problematiche. Nel Decreto istitutivo è previsto un organico di 50 unità (40 p.s. e 10 civili); nel corso del 2011 ha raggiunto l’organico di 34 unità p.s. (+ 2 unità civili), raggiungendo piena autonomia anche con le Volanti h/24.

Successivamente si è messo in moto un processo di costante depauperamento dell’organico: ogni trasferimento non è mai stato seguito da una sostituzione.

Ora il Commissariato conta 20 unità (+ 2 unità civili).

A questo evidente depauperamento si è contrapposto un aumento di attività di ogni tipo determinato dalla recrudescenza delle attività criminali parallele all’espansione degli insediamenti abitativi e imprenditoriali. La zona fra l’altro è baricentrica rispetto alla sede dell’Università degli Studi di Germaneto e pertanto accoglie una nutrita e sempre più numerosa popolazione studentesca di c.d. “ fuori sede”.

Il sacrificio, come sempre non ripagato, degli operatori del Commissariato assicura l’efficienza di un ufficio che, considerate le problematiche da gestire ed il carico di lavoro, dovrebbe avere ben altro organico.

Si moltiplichi per 10 il disagio del Commissariato Sezionale di Lido e avremo la fotografia del disagio nel quale vivono i colleghi del Commissariato di Lamezia Terme. Anche qui non si registra sollievo per i sacrifici costanti del personale. Se si facesse un giro durante le ore mattutine vedrebbe accalcarsi presso la sala di attesa del Commissariato il martedì e il giovedì in media 80 cittadini extra comunitari in attesa del disbrigo delle pratiche di soggiorno, con un solo Agente a gestire il flusso, con l’accavallamento degli utenti dell’Ufficio denunce e dell’Ufficio P.A.S.I..

Le assicuriamo che in tali frangenti è molto difficile assicurare sicurezza e igiene sul posto di lavoro.

Non esiste solo una sofferenza di organico per il contrasto alla criminalità organizzata ma anche gli uffici addetti ai settori cc.dd. burocratici lamentano forti impasse a causa del mancato turn over.

E’ il caso di rammentarLe che il Commissariato di Lamezia Terme è un ufficio dove è presente ed attivo il servizio “113” a cui deve rispondere la Squadra Volante che giornalmente impegna una cospicua parte dell’organico. Numerose sono incombenze di carattere burocratico necessarie per la gestione di un Commissariato distaccato, tutti i servizi al cittadino quali il rilascio dei passaporti, dei porti di armi, licenze amministrative ecc, la gestione degli immigrati, la Polizia Anticrimine e, dulcis in fundo, gli uffici investigativi e la Polizia Scientifica, tutti impegnati nello straordinario sforzo di assicurare l’indispensabile.  Come se ciò non bastasse occorre tenere presente le crescenti esigenze di ordine pubblico che sono in gran parte demandate ad un piccolo nucleo di operatori, oggi ancor più aggravate dalle fasi processuali del noto processo “Rinascita Scott” che si sta svolgendo presso l’Aula Bunker sita nel territorio lametino. Non può, inoltre, non sottolinerLe come il centro Lametino, molto esteso per territorio, è attualmente la terza citta calabrese per numero di residenti.

Non è un mistero, peraltro, che quel territorio rappresenta il centro nevralgico di illeciti interessi da parte di cosche di ndrangheta di primo livello! Lo insegna la storia criminale di Lamezia connotata da guerre di mafia che nel corso degli anni si sono verificate con cadenza e crudeltà impressionante. Tutto questo dovrebbe bastare per essere di per sé un territorio sul quale focalizzare la massima attenzione.

Si tratta Eccellenza di richieste di rinforzi piccole, per Lei ridicole, ma che allieverebbero le giornate lavorative del personale incardinato che, a costo zero, sempre più anziano, assicura un trend soddisfacente.

I problemi che Le abbiamo evidenziato sono solo una parte assolutamente relativa delle tematiche che saranno affrontate nelle sedi preposte e di cui speriamo Le sarà rendicontato. Ci riferiamo a future azioni presso il Commissariato che vedranno assurgere criticità attinenti il taglio dello straordinario, l’utilizzo “allargato” del personale in reperibilità, la mancanza di attenzione a strutture particolari quali la “sala ascolto” all’interno di un ufficio di polizia Giudiziaria con grave sacrificio della riservatezza e tanto altro.

  A noi sembra che la storia si ripeta. Specie nella parte in cui la Questura di Catanzaro è connotata come questura di livello dirigenziale. Elevare l’organismo a Dirigenza Generale o la Squadra Mobile a Distrettuale con direzione da Primo Dirigente vuol dire soltanto accontentare  la parte verticistica dell’Amministrazione, quella della sua dirigenza. Un iter che vede vertici innalzati, senza che un vero esercito sia messo nelle condizioni di agire, di produrre si perpetua da tempo ed ora, in ragione forse della fase più critica del mancato turn over, sembra essere paradossale. Elevare gli alti gradi e lasciare tutto il resto come prima se non peggio non Le sembra assurdo? Non sarebbe stato logico, dopo aver elevato la Dirigenza strutturare anche gli organismi, aumentare gli uomini e le risorse?

Un capoluogo di regione, la città di Catanzaro, dove tutto viene catalizzato in un centro di risoluzione di problemi incredibili attinenti le tensioni sociali e l’elevatissimo grado di disoccupazione, non può godere di un Distaccamento del Reparto Mobile di Reggio Calabria o, in subordine, di un Reparto Prevenzione Crimine che qui sosterebbe a costo zero.

Perché costringere i contingenti di Reggio Calabria, Catania, Bari o Napoli a continue trasferte verso il capoluogo in occasione di incontri di calcio, manifestazione delle svariate categorie che perdono il lavoro, della categorie che il lavoro se lo sognano, degli antagonisti incalliti e degli oltranzisti ever green?

La informiamo al riguardo che su tale ultimo aspetto ci siamo attivati sul territorio mediante una serie di iniziative ed incontri con esponenti politici locali ed Istituzionali, rappresentando le esigenze di Ordine e Sicurezza Pubblica che ci inducono a ritenere oramai non più procrastinabile l’apertura del suddetto Reparto nella città capoluogo di Regione ed il cui contenuto è stato anche oggetto di interrogazioni parlamentari

Una sede autonoma a Catanzaro riteniamo che dovrebbe essere calenderizzata nell’agenda del Suo mandato per incrementare sul tasso di sicurezza maggiore che la gente si aspetta da noi in un territorio decisamente difficile.

Signor Capo della Polizia, in occasione di questa Sua visita a Catanzaro prenda oggi un impegno concreto con i Poliziotti che operano nella provincia di Catanzaro, prenda a cuore quanto Le abbiamo rappresentato e ci dia a breve delle risposte. Sono risposte che noi dobbiamo dare sul territorio nel quale operiamo, per garantire ai cittadini maggiore sicurezza.

Ultimo dato che Le si vuole sottolineare è l’aspetto che vede la città capoluogo di Regione non avere in sede un Reparto di pronto impiego diversamente dalle altre realtà calabresi.

In attesa di un cortese riscontro, che possa servire a tutti i Poliziotti che operano in questa provincia, Le diamo oggi il benvenuto in terra di Calabria".

 


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