Ci sono momenti in cui un cane, anche il più “buono del mondo”, ti lancia un messaggio chiarissimo. Non con le parole, ovvio, ma con quel suono basso che fa fermare tutti: il ringhio. E no, non è “cattiveria”. È un cartello luminoso che dice: fermati, ho bisogno di spazio.
Perché il ringhio è un segnale di avvertimento, non un capriccio
Il ringhio è uno dei segnali di avvertimento più importanti nel linguaggio del corpo del cane. È come se il cane stesse dicendo: “Sono a disagio, mi sto agitando, non spingerti oltre”. Ignorarlo, o peggio punirlo, può essere rischioso perché il cane potrebbe imparare a non avvisare più e passare direttamente all’azione.
In tanti casi il ringhio compare quando:
- si avvicina qualcuno mentre mangia o ha un gioco “prezioso”
- si sente intrappolato (guinzaglio corto, angoli, braccia che lo trattengono)
- prova paura o dolore (anche un fastidio fisico può accendere la miccia)
- interpreta un gesto come minaccioso (mani sul muso, abbracci, fissarlo negli occhi)
Il punto è questo: il ringhio è un tentativo di evitare un’escalation. Sta chiedendo distanza.
I significati specifici del ringhio (e come riconoscerli)
Non tutti i ringhi sono uguali. Il contesto e i dettagli del corpo fanno tutta la differenza.
Ringhio con denti mostrati
Quando il cane ringhia mostrando i denti, spesso con muso teso e sguardo fisso, il messaggio è più duro: può essere sfida o preparazione all’attacco. A volte scatta dopo uno sguardo percepito come aggressivo, o quando qualcuno invade il suo spazio.
Cosa fare, in pratica:
- smetti di fissarlo negli occhi
- evita movimenti rapidi
- fai un passo indietro (letteralmente)
- lascia che si calmi senza “confronto”
Ringhio sordo con bocca serrata
Questo è uno di quelli che mi fa pensare subito a un “non avvicinarti”. È un ringhio più basso, spesso con bocca chiusa e corpo rigido, segnale di agitazione e richiesta di distanza. In quel momento il cane sta trattenendo tensione, e sta chiedendo spazio prima di sentirsi costretto a reagire.
La risposta più intelligente è semplice: interrompere l’interazione e allontanarsi.
Altri segnali correlati che non vanno ignorati
Il ringhio raramente arriva da solo. Di solito è l’ultimo gradino dopo una serie di piccoli indizi. Imparare a vederli è un superpotere.
- Coda bassa o tra le gambe: indica insicurezza, paura o sottomissione. Non è “vergogna”, è tensione emotiva.
- Scodinzolio lento e rigido: sì, anche la coda che si muove può essere un segnale di ansia o potenziale reattività. Non confonderlo con gioia.
- Sbadiglio: spesso è un segnale di stress o disagio, non solo sonno. Compare in situazioni sociali difficili o con estranei.
- Leccare: può essere affetto, ma anche un gesto di sottomissione e “pace”, un modo per dire “non voglio problemi”.
- Schiena a terra con pancia esposta: può significare fiducia, ma anche richiesta di interrompere la pressione. Qui conta tantissimo se il corpo è morbido o teso.
Tutti questi segnali rientrano in ciò che studia l’etologia, cioè l’osservazione dei comportamenti per capire emozioni e intenzioni.
Il “trucco” è guardare il quadro completo
Se c’è una cosa che ho imparato osservando i cani è che non esiste un segnale isolato. Guarda sempre:
- postura (morbida o rigida)
- orecchie (indietro, in avanti, schiacciate)
- muscoli del muso (tesi, labbra tirate, commissure)
- distanza (si allontana o resta bloccato?)
Più segnali di tensione vedi insieme, più è probabile che il cane stia dicendo: “Stop”.
Cosa fare se ringhia spesso
Se il ringhio si ripete, non è un difetto morale, è un problema da capire. Le mosse più sicure sono:
- non punire il ringhio (ti toglie l’allarme)
- gestire l’ambiente (spazio, routine, risorse)
- valutare dolore o fastidi con il veterinario
- consultare un educatore o un esperto di comportamento
La conclusione è molto concreta: quel comportamento non va sottovalutato perché è un avviso prezioso. Se lo rispetti, riduci i rischi e aiuti il cane a sentirsi finalmente al sicuro.

