Ti è mai capitato di guardare la tua Sansevieria e pensare: “Ma com’è possibile, sembrava indistruttibile”? Magari una foglia si affloscia alla base, compare una macchia scura “bagnata”, oppure non spunta nulla di nuovo da settimane. Nella maggior parte dei casi non è un mistero esotico, è un errore banalissimo, e proprio per questo facilissimo da ripetere.
L’errore banale che manda tutto in tilt: troppa acqua
La Sansevieria (quella che molti chiamano “lingua di suocera”) ha un punto debole chiarissimo: l’irrigazione eccessiva. Il problema non è solo “l’acqua in più”, è l’umidità costante nel terriccio, che toglie ossigeno alle radici e innesca il marciume radicale. E quando le radici non respirano, la pianta smette di crescere, oppure collassa dal basso.
Per capirci, è come tenere i piedi sempre in una scarpa bagnata: prima arriva il disagio, poi arrivano i danni.
I segnali da riconoscere subito
A volte la Sansevieria non “urla”, sussurra. Ecco i sintomi più tipici, quelli che ho imparato a non ignorare:
- Foglie molli o piegate, soprattutto alla base
- Macchie marroni, zone scure e “acquose”, come se la foglia fosse piena d’acqua
- Crescita bloccata, niente nuove foglie per mesi
- Ingiallimenti e steli che cedono vicino al suolo
- Se la estrai dal vaso, radici arancio-marroni con cattivo odore
Questi segnali spesso non indicano sete, ma il contrario: le radici sono in difficoltà perché stanno marcendo.
Perché succede (anche a chi “annaffia poco”)
La trappola è che non basta dire “io non esagero”. Basta una combinazione sbagliata, e l’acqua resta intrappolata.
Le cause più frequenti
Annaffiature troppo ravvicinate
In estate non significa “ogni 3 giorni”. Significa: solo quando il terriccio è asciutto in profondità. In inverno, poi, può stare tranquillamente anche una settimana (o più) a secco.Terriccio non drenante
Il classico universale pesante trattiene acqua come una spugna. La Sansevieria preferisce un mix più “arioso” con perlite o materiali drenanti.Vaso inadatto
- senza fori di drenaggio
- troppo grande (trattiene umidità più a lungo)
- sottovaso sempre pieno
- Luce insufficiente
Non la uccide subito, ma rallenta il metabolismo. Con poca luce, beve meno, quindi l’acqua nel vaso resta lì, ferma, e il rischio aumenta.
Il test semplice che evita il 90% dei problemi
Prima di annaffiare fai così, senza scorciatoie:
- Infila un dito o un bastoncino nel terriccio
- Se sotto è ancora umido, non annaffiare
- Annaffia solo quando è completamente asciutto
Questo dettaglio, banale ma decisivo, è la differenza tra una Sansevieria che “resiste” e una che cresce davvero. Se vuoi approfondire il concetto botanico di base, tutto ruota attorno alle radici: se non respirano, la pianta non lavora.
Cosa fare se sta già marcendo
Se noti foglie molli e base scura, agisci con calma ma senza rimandare.
Procedura pratica (salvataggio)
- Estrai la pianta dal vaso e scuoti delicatamente il terriccio
- Controlla le radici, quelle sane sono chiare e sode
- Taglia le radici marce con forbici sterilizzate
- Lascia asciugare la parte radicale qualche ora (in ambiente asciutto)
- Rinvaso in vaso pulito, con fori, e terriccio nuovo drenante
- Niente acqua subito, aspetta qualche giorno, poi riparti con irrigazioni leggere
Molte Sansevierie si riprendono, e spesso nel giro di pochi mesi ricominciano a emettere nuove foglie.
Una mini guida “anti-errore” da tenere a mente
- Poca acqua, sempre, e solo a terriccio secco
- Luce indiretta abbondante, vicino a una finestra luminosa
- Vaso non enorme, meglio “giusto” che “comodo”
- Terriccio leggero, arioso, con materiale drenante
- Mai sottovaso pieno
Alla fine la verità è questa: la Sansevieria non chiede attenzioni continue, chiede attenzione al momento giusto. E quando smetti di “coccolarla” con troppa acqua, spesso ti ringrazia facendo esattamente quello che desideravi, ripartire.

