Ti è mai capitato di avvicinarti al tuo cane per una coccola e… fare mezzo passo indietro? Succede più spesso di quanto si pensi, e la cosa interessante è che il cattivo alito non è quasi mai “solo odore”: spesso è un messaggio, a volte banale, altre volte importante, che arriva direttamente dalla bocca (o dallo stomaco).
Da dove arriva davvero quell’odore?
Quando si parla di alitosi nel cane, la causa più comune è sorprendentemente semplice: placca e tartaro. I residui di cibo si attaccano ai denti, i batteri fanno festa e, nel tempo, l’alito cambia, spesso insieme alle gengive.
Le cause più frequenti includono:
- Accumulo di placca e tartaro: è la prima cosa da sospettare, soprattutto se vedi deposito giallo o marrone sui denti.
- Problemi parodontali: gengive arrossate, sanguinamento, dolore nella masticazione.
- Cibi umidi o pezzetti che si incastrano: alcuni cani trattengono più residui, specie con denti disallineati.
- Disturbi digestivi: fermentazioni, reflusso, sensibilità a certi ingredienti.
- Coprofagia (ingestione di feci): spiacevole, sì, ma abbastanza comune, e l’odore lo “racconta” subito.
- Patologie sistemiche: diabete mellito, insufficienza renale, problemi epatici, e più raramente tumori del cavo orale.
I segnali che meritano attenzione
Io la penso così: l’odore è solo l’inizio. Se insieme noti uno di questi segnali, vale la pena approfondire:
- sete aumentata, pipì più frequente
- perdita di peso o appetito ballerino
- vomito, diarrea, pancia “rumorosa”
- gengive molto rosse, alito improvvisamente “dolciastro” o “ammoniacale”
- difficoltà a masticare, testa inclinata mentre mangia, sbavatura
Rimedi naturali che funzionano (se usati bene)
I rimedi naturali possono dare una mano, ma con due regole chiare: moderazione (gli snack non oltre il 10% della dieta giornaliera) e prima escludere cause serie con il veterinario, soprattutto se l’alito è forte e persistente.
Ecco quelli più utili e pratici:
| Rimedio naturale | Come usarlo | Nota importante |
|---|---|---|
| Prezzemolo | tritato finissimo nel cibo o in infuso spruzzabile | meglio il prezzemolo riccio, usa piccole quantità e solo piante sicure |
| Olio di cocco | una piccola dose nel pasto o sullo spazzolino | può aiutare l’igiene orale grazie all’azione antibatterica |
| Aceto di sidro di mele | mezzo cucchiaino (biologico e non pastorizzato) nell’acqua | non a tutti piace, sospendi se irrita lo stomaco |
| Bicarbonato | 1 cucchiaino con acqua per una pasta da spazzolamento | evita l’ingestione in quantità, meglio poco e con calma |
| Verdure croccanti | carota o sedano come snack | pulizia meccanica, ideale per cani che masticano volentieri |
| Yogurt bianco magro | un cucchiaino come extra | utile per l’equilibrio della flora, attenzione a intolleranze |
Sugli oli essenziali (menta, salvia, eucalipto, cannella): possono essere irritanti e vanno usati solo se consigliati dal veterinario, sempre ben diluiti e mai “a occhio”.
Esistono anche prodotti naturali pronti (spray con menta e salvia, integratori a base di alghe per la gestione della placca): comodi, soprattutto se il cane non ama lo spazzolino, ma non dovrebbero sostituire l’igiene quotidiana.
La routine anti-odore che cambia tutto
Se vuoi risultati reali, punta su una mini routine, semplice ma costante:
- Spazzolatura dei denti 3 o 4 volte a settimana (anche 60 secondi fanno la differenza).
- Masticabili dentali o snack specifici antitartaro, scelti in base a taglia e abitudini.
- Controllo dell’alimentazione: meno cibi fermentescibili e avanzi, più qualità e regolarità.
- Check della bocca: una volta a settimana guarda gengive, denti, odore e eventuali noduli.
Quando è il momento di chiamare il veterinario
Se l’alito cattivo dura più di 7 o 10 giorni nonostante i rimedi, o se compare insieme a sintomi generali, conviene fare una visita. A volte basta una pulizia professionale, altre volte si scopre un problema sistemico in fase iniziale, e lì intervenire presto fa davvero la differenza.
L’obiettivo non è solo “profumare” l’alito, è riportare il cane in una condizione di benessere che si sente, si vede e, sì, si annusa.




